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Comunicazioni ai soci

gen 14

l'AMIRA E I BAMBINI

Cari amici,

come annunciato nel precedente articolo oggi Vi parlerò di un altro eccezionale avvenimento da annoverare nel nostro “Albo d’oro”.Come da programma, la Sezione Sicilia occidentale dell’ A.M.I.R.A., nelle persone di Carlo Hassan, Mario Di Cristina, Fabio Bertolino,Nino Lo Nigro, Enrico Corsetti ed Angelo Serio,  oggi 6 gennaio, in occasione dell’epifania, si è recata  presso l’ospedale del bambini per portare un dono a tutti i bimbi ricoverati. Io non c’ero perché un attacco di senilità precoce, mi ha suggerito che l’appuntamento fosse di pomeriggio ed ho preso un appuntamento improrogabile di lavoro per il mattino, giusto quando si sarebbe svolta la manifestazione Naturalmente tutti i soci erano invitati a partecipare,  Come dicevo io non c’ero, ma il racconto fattomi da Hassan, Mario e gli altri, mi ha fatto rivivere quel turbinio di sentimenti vissuti in altri momenti alla stessa maniera di come loro li hanno vissuti lì .  Non è facile raccontare un fatto spogliandolo dell’apporto umano come non sarebbe giusto non mettere in evidenza le emozioni sentite dai nostri amici colleghi.

Così alle 10 del mattino, ricevuti da lSig. Camarda, i Nostri hanno visitato tutti i padiglioni ed hanno strappato un sorriso a tutti i bambini ricoverati offrendo loro un dono a nome dell’ A.M.I.R.A.

Dicevo poco fa di “ turbinio di sentimenti” – Mi racconta Carlo Hassan, che le mamme dei bambini ricoverati erano più emozionate dei figli e con le lacrime agli occhi non finivano di ringraziare per quel sorriso strappato ai loro figli, pensate, per un regalino da niente. E pensate , la tempesta di sentimenti  che si è potuta produrre nei nostri colleghi.  Ognuno di noi è padre e qualcuno anche nonno. E se il pensiero di un nostro bambino ricoverato per una qualsiasi malattia curabile, non ci farebbe dormire.  Figuriamoci cosa succede ai genitori o i nonni dei bambini malati terminali.  Ed intanto sono lì con il loro dolore e la loro dignità ad aspettare…non sanno cosa o forse si. Ma sono là. Tu li guardi, guardi i bambini e senti questo senso di impotenza e di ingiustizia. Non è giusto che i bambini soffrano. Non è giusto nemmeno per gli adulti. Ma i bambini, i bambini no. Ed io ho qualche sospetto.    Quello dell’ospedale cari amici è un mondo a sé. A me pare un mondo dimenticato da Dio e dagli uomini. Purtroppo il logorio della vita moderna, un po’ per la fretta di arrivare chissà dove, un po’ per ignoranza, un po’ diciamolo pure per strafottenza ci porta  a schivare il problema,come se quelle persone e soprattutto  quei bambini che soffrono non ci appartenessero o fossero alieni. Allora mi chiedo, non sarà proprio questo nostro atteggiamento  a produrre questi scarsi risultati nella sperimentazione ? o qualcosa ancora di più terribile ? Poniamo per assurdo che un pinco pallino, per caso, (come molte scoperte), o per pura convinzione abbia scoperto un qual cosa per curare la malattia del secolo. E’ possibile ipotizzare che una multinazionale, con il cinico ingegno dettato dal dio denaro, abbia comprato il brevetto e messo da parte in attesa di momenti più convenienti ? – Mentre propongo il sospetto, la logica mi suggerisce che un cinismo tale non può essere partorito da una mente umana sana. Ma contemporaneamente mi sovviene che la storia dell’uomo è piena di avvenimenti nefasti risultanti purtroppo da volontà partorite da menti umane, ritenute persino, in certi  momenti eccezionali.

Allora che fare ? – forse non molto, anche perché c’è il pericolo, e non è da escludere, che superato questo momento di emozione, tutto finisca nel dimenticatoio. Però………chi lo sa. Nel nostro piccolo vuoi al civico, vuoi all’ospedale dei bambini non abbiamo dato niente, ma abbiamo dato tantissimo con la nostra partecipazione ed abbiamo ricevuto anche di  più. E da questo punto di vista siamo sulla buona strada. Forse se a questo che non è niente ma è tanto per chi soffre, aggiungessimo un po’ più di interesse, coinvolgendo anche altri, chissà ……….? La speranza per fortuna è l’ultima a morire. E di speranza con il sostegno di chi ti sta vicino si può anche vivere.

 

                                                                                    Antonino Reginella        

                 

 

 

 

 

14/01/2012